Duomo di Modena
Martedì 16 marzo, ore 21
Concerto in memoria di Roberto Verti
In collaborazione con Accademia di Scienze, Lettere e Arti
e Cappella musicale del Duomo di Modena
Odhecaton, gruppo vocale
Direttore Paolo Da Col
Liuwe Tamminga organo
Claudio Monteverdi
Cantate Domino (1620), a 6 con organo
(Cesare Bianchi, Libro Primo de Motetti, Venezia 1620)
Orazio Vecchi
Missa pro defunctis, a 8 con organo
(Missae senis et octonis vocibus ex celeberrimis auctoribus, Anversa 1612)
Claudio Monteverdi
Christe, adoramus te, a 5 con organo (Venezia 1620)
Arvo Pärt
Pari intervallo (1976), organo
Andrea Gabrieli
O sacrum convivium, a 5 a cappella (Sacrae Cantiones, Venezia 1565)
Arvo Pärt
De profundis (1980), a 4 con organo [e percussioni, se possibile]
Heinrich Isaac (1450-1517)
Quis dabit capiti meo aquam, a 4 a cappella,per la morte di Lorenzo il Magnifico
(Firenze, Biblioteca Nazionale, ms. II. I. 232/Magl. XIX. 58, cc. 79b-81a)In collaborazione con Cappella musicale del Duomo di Modena
Ingresso libero, con posti riservati ai soci sostenitori della GMI modenese
Altre informazioni su: http://www.gioventumusicalemodena.it/layout/upload/240eventi1.pdf
Foto in alta definizione su: http://www.gioventumusicalemodena.it/photogallery.php?stagione=2009&cat=5
Il Requiem (o meglio la Missa pro defunctis) di Orazio Vecchi fu stampata postuma nel 1607 a Venezia, due anni dopo la morte del compositore. Durante le celebrazioni per il quarto centenario della morte di Orazio Vecchi, nel 2005, non fu possibile riproporlo al pubblico; ma era senza dubbio uno dei desideri di Roberto Verti, presidente del comitato scientifico delle celebrazioni, presentarlo in esecuzione pubblica, probabilmente per la prima volta in tempi moderni. Nessuno poteva rendere attuale quel desiderio meglio del gruppo Odhecaton, che protagonista di quella serie di eventi dedicati al grande compositore rinascimentale modenese, del quale ripropose in quell’occasione l’Anfiparnaso. Insieme ad alcuni pagine mirabili di maestri italiani quali Gabrieli e Monteverdi, il programma prevede un paio di lavori del compositore contemporaneo estone Arvo Pärt (compositore caro a Verti, che contribuì a farlo conoscere dal pubblico italiano) e il Quis dabit di Heinrich Isaac, composizione di grande fascino di uno dei grandi contrappuntisti d’oltralpe. Un serata di ricordo che è anche la prosecuzione di un lavoro di recupero del grande patrimonio musicale europeo nato nella nostra città e anche proposta di un percorso di riflessione e di ascolto vario, fuori da ogni rigido esclusivismo culturale ed estetico, il che è da sempre caratteristica distintiva della GMI modenese. Anche questa complessa proposta artistica è resa possibile, come tutta la stagione della GMI, dalla collaborazione e dal contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
L’ensemble Odhecaton ha aperto una nuova strada sin dal suo debutto nel 1998: “Une entrée fracassante” nel mondo della polifonia rinascimentale, secondo le parole della rivista francese Diapason.
Alcune delle migliori voci maschili italiane specializzate nell’esecuzione del repertorio rinascimentale e preclassico si sono riunite in quell’anno sotto la direzione di Paolo Da Col. Dodici voci (ma l’organico muta la sua consistenza a seconda del repertorio) che intendevano proporre un nuovo atteggiamento interpretativo, partendo dalla declamazione della parola per giungere a una lettura mobile ed espressiva della polifonia, ricca di accenti dinamici.
Liuwe Tamminga è considerato uno dei massimi esperti del repertorio organistico italiano del Cinque- e Seicento. È organista titolare della Basilica di S. Petronio a Bologna insieme con Luigi Ferdinando Tagliavini. Suona regolarmente con il Concerto Palatino, con l’Orchestra del Settecento, diretta da Frans Brüggen, e con il Royal Concertgebouw Orchestra. Ha curato diverse edizioni di musica organistica. La sua intensa attività concertistica l’ha portato in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Giappone.